Chi siamo

Piana degli Albanesi: La masseria, facilmente raggiungibile,si trova a 28 km da Palermo e a 9 km da Piana degli Albanesi, con le sue tradizioni storico-culturali uniche. In origine Piana degli Albanesi fu chiamata Hora che significa la città. Essa fu fondata nel 1488 da un gruppo di profughi albanesi sfuggiti all'armata turca.  A Piana degli Albanesi singolare e bellissima è la Festa della Pasqua che si svolge secondo un caratteristico itinerario: all'ingresso del paese due pianesi, in costume tipico, accolgono i visitatori regalando loro delle uova colorate. Poi viene celebrata la Santa Messa in cui il Vangelo viene letto in ben sette lingue, tra cui l'arabo. Infine per le strade della cittadina si svolge un lungo corteo in cui gli abitanti indossano sontuosi costumi. .

 
Riserva Naturale Bosco della Ficuzza: Il bosco della Ficuzza, già riserva reale di caccia, è il bosco più vasto della Sicilia occidentale; ospita numerose specie di querce. La riserva ospita l'80% delle specie animali, tra uccelli e fauna selvatica, dell'intera regione. Tra i rapaci meritano una menzione particolare l'aquila reale, il falco pellegrino, il capovaccaio, il nibbio bruno e il nibbio reale. La Rocca Busambra (1.613 m) è il rilievo isolato più alto della Sicilia occidentale. Il versante settentrionale è caratterizzato da pareti verticali, a tratti strapiombanti, di circa 350 metri.
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La città di Palermo :(dal greco Pan-Ormos "tutto porto"), capoluogo della regione siciliana, è considerata il punto nodale, culturale ed economico, tra il Mar Mediterraneo e l’Europa. Per questo motivo, in passato è stata terra di conquista dei Sicani, dei Cretesi, degli Elimi, dei Greci, dei Fenici, dei Romani, dei Bizantini, degli Arabi, dei Normanni e degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli e degli Austriaci. Tutte questi popoli hanno lasciato monumenti e resti straordinari. Il nucleo originario della città fu fondato tra i corsi d'acqua del Kemonia e del Papireto. Nel IX secolo d. C. con gli arabi, la città definita "paradiso delle terra", acquistò splendore. Il Castello della Zisa, il Castello di Maredolce e il Parco della Favorita sono testimonianza di questo periodo. 

Corleone: ha origini molto antiche risalenti alla prima fase del neolitico nel sesto millennio a.C.. Corleone "Animosa Civitas" perché sempre in prima linea in tutte le guerre combattute in Sicilia. Posta a metà strada della vecchia statale Palermo-Agrigento, controllava una delle arterie principali e, quindi strategiche, dell'isola. Si trova adagiato in una conca, e protetto da una corona di rocce calcaree che costituiscono un unicum geologico da cui prendono il nome (calcariniti glauconitiche corleonesi).  Scenario suggestivo creano, accendendo curiosità ed interesse le "rocche gemelle", una ad est del centro abitato dove è ubicato il Castello Soprano con i resti dell'antica torre di avvistamento aaracena e l'altra al centro del paese in un blocco calcareo geologicamente crollato dalla montagna frontale e su cui è stato edificato il castello medievale ora eremo dei Francescani. Proprio ai piedi del castello soprano si può ammirare uno spettacolo della natura, la "Cascata delle Due Rocche" formata dal salto del torrente San Leonardo, affluente sinistro del Fiume Belice, che crea un suggestivo laghetto naturale circondato dai resti di un acquedotto di fattura probabilmente araba

L'importanza di Monreale comincia ad essere tale con l'avvento della dinastia normanna verso l'XI secolo. Era in questo luogo in cui i re normanni si ritiravano per riposare dalle fatiche della guerra e dal governo della Sicilia. Fu in una notte del 1171 che reGuglielmo II detto il Buono, ebbe in sogno l'apparizione della Madonna che gli svelava il posto dove era nascosto un immenso tesoro (bottino di guerra di suo padre), con il quale Guglielmo avrebbe dovuto erigere un tempio a lei dedicato. Il re diede inizio senza indugi alla costruzione del tempio, del Palazzo Arcivescovile e del chiostro. Dispose che cento monaci della Badia di Cava, con a capo l'abate Teobaldo, si trasferissero a Monreale per officiare nel tempio. Essi giunsero a Monreale il 20 marzo 1176 e l'abate Teobaldo venne insignito del titolo di "Signore della Città".

Il 5 febbraio 1182, Lucio III, su richiesta dello stesso Guglielmo, elevò la chiesa di Monreale a "Cattedrale Metropolitana". Primo arcivescovo della diocesi di Monreale è stato fra' Guglielmo del monastero dei Benedettini. Alla fine del XVII secolo l'Arcivescovo di Monreale possedeva 72 feudi. Dalla elevazione a Cattedrale Metropolitana ad oggi, la sede di Monreale ha avuto 54 arcivescovi e, tra questi, 14 cardinali della Chiesa.

Già prima che il Duomo fosse finito, il mondo ne parlava con meraviglia: lo stesso papa Alessandro III, in una bolla inviata al sovrano nel 1174, esprimeva tutta la sua gioia per la solennità del monumento.